Il progetto di questa cantina nell’Italia centrale nasce da una precisa ambizione ambientale e produttiva: creare una struttura per la vinificazione capace di operare con il minimo utilizzo possibile di sistemi meccanici di climatizzazione, pur sviluppandosi interamente fuori terra.
La fermentazione del vino è intrinsecamente un processo anaerobico che genera una notevole quantità di calore interno. Piuttosto che affidarsi a sistemi di raffrescamento ad alto consumo energetico, l’architettura stessa diventa un dispositivo ambientale progettato per regolare la temperatura attraverso forma, orientamento, matericità e inerzia termica.
L’edificio è concepito come una luna nascente che emerge dal paesaggio, un gesto che richiama anche l’identità e il logo della cantina stessa. La parete curva esposta a sud agisce come una barriera termica protettiva, schermando gli spazi produttivi dagli eccessivi apporti solari durante i mesi più caldi. Realizzato con una tecnologia tradizionale a secco, l’involucro combina pietra locale all’esterno e terra compattata all’interno, creando una stratigrafia massiva capace di accumulare e rilasciare lentamente l’energia termica nel tempo.
Tutti gli spazi operativi sono orientati verso nord per beneficiare di una luce naturale diffusa evitando al contempo l’irraggiamento solare diretto. Gli ambienti dedicati alla vinificazione si affacciano su una corte interna completamente protetta, generando un microclima stabile e isolato dalle sollecitazioni termiche esterne.
Un volume rettangolare complementare ospita le funzioni commerciali e gli uffici, estendendosi verso un appartato giardino segreto che offre momenti di quiete e contemplazione all’interno del paesaggio produttivo.
Nonostante le condizioni climatiche dell’Italia centrale, dove le temperature estive superano frequentemente i 30°C, le simulazioni termiche dinamiche hanno dimostrato che le aree di vinificazione rimangono al di sotto dei 25°C anche considerando il calore interno generato durante la fermentazione. Il progetto trasforma così i principi ambientali passivi in una concreta strategia architettonica, nella quale sostenibilità, prestazioni e identità convergono in un’unica forma coerente.



